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1) Che cos’è una “fonte di energia rinnovabile”?

Le fonti di energia convenzionali, come il nucleare o i combustibili fossili (carbone, petrolio e gas), derivano tutte da limitate riserve di materiali che devono essere estratti dal sottosuolo; inoltre sono responsabili dei danni più o meno gravi causati all'ambiente: inquinamento atmosferico, cambiamenti climatici, contaminazioni radioattive.

Le fonti rinnovabili di energia invece, hanno la comune caratteristica di essere alimentate da flussi naturali che attraversano più o meno costantemente la Biosfera, scudo naturale di tutti i corpi viventi della terra, e dal momento che viene catturata solo una piccola parte dei flussi, tali fonti di energia sono considerate praticamente innocue per l'ambiente sia localmente sia globalmente ed hanno una durata infinita.

2) Quali sono le fonti rinnovabili di energia attualmente più utilizzate?

Le principali applicazioni sono:

  • Il solare termico che ,sfruttando il calore del sole, può riscaldare acqua sanitaria e i termosifoni;
  • Il solare fotovoltaico che ,sfruttando la radiazione solare, può creare energia elettrica;
  • L’energia eolica che , tramite aerogeneratori, può ricavare dal vento l’ energia elettrica;
  • L’energia geotermica che , tramite una pompa innestata nel sottosuolo, può riscaldare acqua sanitaria e i termosifoni e soprattutto può innestare un flusso di condizionamento per il raffrescamento di ambienti.

3) Quanta elettricità produce un impianto solare fotovoltaico?

La produzione elettrica annua di un impianto fotovoltaico può essere calcolata, con un margine d'errore inferiore al 7 %, attraverso un breve calcolo che dipende da:

  • la radiazione solare annuale del luogo, che può essere correttamente valutata in tutto il mondo;
  • un fattore di correzione calcolato sulla base dell'orientamento a sud, dell'angolo d'inclinazione dell'impianto, ed eventuali ombre temporanee;
  • le prestazioni tecniche dei moduli fotovoltaici e dell'inverter;

La potenza di picco di un tetto solare si esprime in kWp (chilowatt di picco), cioè la potenza massima che il tetto può produrre nelle condizioni standard di insolazione e temperatura.

Praticamente nella zona di Salerno, un impianto fotovoltaico produce in un anno circa 1450 kW per ogni kW di impianto installato.

4) Che superficie di terreno è necessaria per un impianto geotermico?

Dato che la varietà tecniche che differiscono gli impianti sono molte, a titolo di esempio sarà necessario prevedere un terreno di circa 120 m² per una superficie abitabile da riscaldare di 100 m². Alternativamente si può adottare la soluzione di sonde geotermiche verticali che vanno a cercare l’energia tra 70 e 100 m di profondità. Bisogna considerare circa 1,2 m² di zona di captazione per ogni m² da scaldare.

5) Gli impianti geotermici e solari funzionano anche di inverno?

Sì. Gli impianti geotermici funzionano perché la terra immagazzina, qualunque sia la temperatura esterna, una quantità notevole di energia, molta di più di quella necessaria per una casa. Tale energia è sempre rinnovata dal sole e dalla pioggia.

Gli impianti solari diminuiscono la loro resa del 20 - 25 % in inverno, ma comunque usufruiscono dell’ irraggiamento solare anche con ampia nuvolosità. Esistono soluzioni tecniche per diminuire questo gap di resa, naturalmente, aumenterà la complessità dell’ impianto stesso.

6) È possibile coltivare o piantare nel giardino dove sono installate le sonde geotermiche?

I sensori geotermici sono generalmente posati ad una profondità tra i 50 e i 70 cm. É quindi perfettamente possibile piantare fiori, creare un orto oppure piantare piccoli arbusti nella zona interessata dalle sonde. Al contrario è necessario evitare di piantare grandi alberi le cui radici potrebbero danneggiare i sensori. Sarà poi necessario accertarsi che la zona di captazione non sia ricoperta da materiali duri (piastrelle, cemento) che impedirebbero lo scorrimento delle acque

7) Si può integrare un impianto solare termico o geotermico per il collegamento ai termosifoni in un’ abitazione esistente?

Questo tipi di impianti si adattano bene sia alle costruzioni nuove che alle ristrutturazioni. L’unica differenza sarà legata al sistema di riscaldamento interno. Termosifoni oppure pavimento radiante a seconda dei lavori che intendete realizzare. Nel caso in cui si intenda mantenere i termosifoni sarà necessario che il sistema esistente venga dimensionato per acqua a bassa temperatura.

Sul nuovo o sulla ristrutturazione, questi sistemi a risparmio energetico funzionano con le stesse prestazioni.

8) Qual è la condizione ottimale per l’ installazione di un sistema Mini-Eolico?

L’ intensità del vento ottimale per produrre energia con un mini eolico è 4,5 m/s o superiore, in un sistema con potenza 4 kW con un rotore di 4/5 metri di diametro e il palo di 7/8 metri di lunghezza.

Da valutare è l’ impatto della resa del sistema, laddove le condizioni di vento nell’arco dell’anno siano tali da garantirne un adeguato funzionamento ed una produzione di energia che garantisca un rientro dei costi ed un guadagno per l’ utente. Con una velocità media compresa fra 4 e 6 m/s un impianto fornisce una produzione annua compresa fra 1000 e 1800 kWh per ogni kW di potenza nominale.

9) Che autorizzazioni servono per installare un Mini-Eolico?

La legge Finanziaria 2008 prevede che l’installazione di impianti mini eolici di potenza fino a 60 kW possa essere autorizzata, in assenza di vincoli, mediante una Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.) presso il Comune di appartenenza.

10) Gli impianti che usano fonti di energia rinnovabile che benefici creano all’ambiente?

La produzione di energia elettrica dal fonti rinnovabili, ha un effetto positivo sull’ambiente dovuto alla mancata emissione di gas inquinanti. Si stima che ogni kWh di energia elettrica così generata consenta di evitare l’immissione in atmosfera di circa 600 g di CO2 altrimenti prodotta tramite combustibili fossili.

 

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